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I dispositivi anti abbandono diventano obbligatori!

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I dispositivi anti abbandono , dopo l’approvazione della legge avvenuta a dicembre dello scorso anno, e temporaneamente sospesa nell’applicazione, per permettere una corretta informazione, dal 6 marzo entrano nella loro piena applicazione.

Da questa data scatta la sanzione da 83 a 333  euro, per chi è sprovvisto dei dispositivi anti abbandono , e la penalizzazione di 5 punti sulla patente.

Se l’obbligo viene violato per la seconda volta in due anni, scatta la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Può essere sanzionato chi trasporta in auto bambini senza il sistema di allarme previsto dalla legge e cioè un dispositivo costituito da uno o più elementi interconnessi, dispositivo che ha la funzione di prevenire l’abbandono in auto di bambini con età inferiore ai quattro anni.

I dispositivi possono essere di tre tipi: essere già in dotazione di base del veicolo, essere integrati nel sistema di ritenuta per bambini oppure essere indipendenti sia dal sistema di ritenuta sia dal veicolo.

Il Regolamento di attuazione della legge,  abbastanza lungo, elenca espressamente quali  caratteristiche devono avere questi dispositivi:  ne citiamo solo qualcuna come il segnale di allarme visivo oppure acustico avvertibile sia all’interno che all’esterno dell’auto, e richiamare così  l’attenzione delle persone, oppure l’attivazione di un sistema di comunicazione con un avviso sullo smartphone.

Se i dispositivi installati sono alimentati a batteria, devono essere collegati ad un sistema capace di segnalare lo stato di carica della stessa ed in ogni caso qualsiasi apparato installato dei tre in precedenza elencati,  non deve essere in contrasto con altri sistemi di ritenuta.

La sicurezza dei piccoli passeggeri passa anche per l’osservanza di queste norme.

marco lasala

Credo di esser nato per comunicare la mia passione per i motori: i miei primi passi li ho mossi.. su di un kart!!! Mi sono laureato in Economia e Commercio (indirizzo Marketing), ma ho iniziato a fare il giornalista da quando avevo poco più di 20 anni, scrivendo per quotidiani nazionali e riviste estere. Oggi collaboro con diverse testate specializzate nell’universo automotive, provo auto e moto, descrivo le mie sensazioni di guida, cerco di emozionare i lettori. Sono un competitivo, amo salire sul gradino più alto del podio, sono convinto che il pericolo più grande sia frenare, piuttosto che affrontare una curva a gas aperto! Il mondo dei motori è in continua evoluzione, l’elettrificato macina chilometri, ma… nella mia mente la melodia di un V12 a 8.000 giri non svanirà mai!