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Capirossi punta ad un risultato positivo

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Il Motomondiale è ormai entrato nel vivo con la sua settima tappa. Il Pramac Racing Team spera di potre voltare pagina dopo la deludente gara di Silverstone con il gran premio d’Olanda, nella leggendaria pista di Assen, dove nella sua breve storia, il Team biancoverde ha conquistato un secondo posto nel 2002 con Max Biaggi e un quarto l’anno successivo sempre con il pilota italiano. La pista, da allora, è stata modificata nell’inverno 2005/06 portando uno dei tracciati più lunghi del mondiale da quasi 6 km a 4.555km.  La voglia di riscatto parte nella testa dei due piloti, Loris Capirossi e Randy De Puniet. desiderosi di dimenticare quanto successo nella precedente gara nel cirucito inglese. L’italiano ha collezionato numerosi podi su questo tracciato, tra cui due primi posti in 250. Il pilota francese, invece, è reduce dal sesto posto conquistato nella scorsa stagione.

Loris Capirossi – Pilota Pramac Racing Team: “Il morale non è certamente alle stelle, difficile dimenticare la disastrosa prova di Silverstone. Abbiamo bisogno di un risultato positivo; non solo io, ma tutto il team. Assen mi piace come circuito, l’incognita la rappresenterà ancora una volta il tempo visto che dovrebbe piovere in tutti e tre i giorni tra prove, qualifiche e gara. Per fortuna non sarà freddo come a Silverstone. Dobbiamo fare bene per arrivare preparati al prossimo gran premio, quello del Mugello”.

Randy De Puniet – Pilota Pramac Racing Team: “Ho bisogno di dare una svolta al mio motomondiale. Certo, è difficile, ma abbiamo le possibilità per fare meglio rispetto a quanto visto sino a ora. Spero, con l’aiuto del mio team, di poter risolvere i problemi con l’anteriore della moto. Per il resto sto bene, voglio solo cancellare l’ultima gara dalla mia mente, la più brutta della mia carriera”.

marco lasala

Credo di esser nato per comunicare la mia passione per i motori: i miei primi passi li ho mossi.. su di un kart!!! Mi sono laureato in Economia e Commercio (indirizzo Marketing), ma ho iniziato a fare il giornalista da quando avevo poco più di 20 anni, scrivendo per quotidiani nazionali e riviste estere. Oggi collaboro con diverse testate specializzate nell’universo automotive, provo auto e moto, descrivo le mie sensazioni di guida, cerco di emozionare i lettori. Sono un competitivo, amo salire sul gradino più alto del podio, sono convinto che il pericolo più grande sia frenare, piuttosto che affrontare una curva a gas aperto! Il mondo dei motori è in continua evoluzione, l’elettrificato macina chilometri, ma… nella mia mente la melodia di un V12 a 8.000 giri non svanirà mai!

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