Un volano da 60.000 giri al minuto.
Il nuovo sistema, noto come volano KERS (Kinetic Energy Recovery System), è montato sull’asse posteriore. Nella fase di rallentamento, l’energia di frenata fa girare il volano fino a 60.000 giri al minuto. Quando la vettura ricomincia a muoversi, la rotazione del volano viene trasferita alle ruote posteriori tramite una trasmissione appositamente progettata. Il motore a combustione che aziona le ruote anteriori si spegne non appena inizia la frenata. L’energia nel volano può essere utilizzata sia per accelerare il veicolo quando è il momento di iniziare la marcia, sia per alimentare il veicolo una volta raggiunta la velocità di crociera.
“L’energia immagazzinata dal volano è sufficiente per alimentare l’auto per brevi periodi. Tuttavia, questo ha un impatto significativo sul consumo di carburante. I nostri calcoli indicano che il motore a combustione potrà restare spento per circa la metà del tempo quando si guida secondo i parametri ufficiali del Nuovo Ciclo di Guida Europeo “, spiega Derek Crabb. Poiché il volano viene attivato dalla frenata e la durata del deposito di energia – vale a dire, il lasso di tempo durante il quale il volano gira – è limitata, la tecnologia è al massimo della sua efficacia su un percorso di guida che prevede più fermate e partenze. In altre parole, il risparmio di carburante sarà maggiore durante la guida nel traffico urbano, così come durante la guida attiva. Se l’energia del volano è abbinata alla piena capacità del motore a combustione, la vettura godrà di una spinta di 80 cavalli in più e, grazie al rapido aumento della coppia disponibile, questo si traduce in una rapida accelerazione, soprattutto nella fascia da 0 a 100 km/h.
Fibra di carbonio per una soluzione leggera e compatta
Il volano di assistenza alla propulsione è stato testato su una Volvo 240 già negli anni ‘80 e, di recente, diversi produttori hanno preso in considerazione l’utilizzo di volani in acciaio. Tuttavia, considerate le dimensioni e il peso di un’unità di acciaio e la sua alquanto limitata capacità di rotazione, questa pare non essere un’alternativa valida. Il volano che Volvo Car Corporation monterà sull’auto destinata ai test è in fibra di carbonio: pesa circa sei chilogrammi e ha un diametro di 20 centimetri. La ruota in fibra di carbonio gira ‘sotto vuoto’, così da ridurre al minimo le perdite per attrito.
“Noi non siamo il primo produttore a testare la tecnologia del volano, ma nessun altro l’ha applicata all’assale posteriore di una vettura con motore a combustione e trazione sulle ruote anteriori. Se i test e lo sviluppo tecnologico andranno come previsto, ci aspettiamo che le automobili con la tecnologia del volano possano raggiungere gli showroom entro pochi anni”, ha affermato Derek Crabb, concludendo: “La tecnologia del volano è relativamente a buon mercato e può essere utilizzata su un numero molto più elevato di vetture rispetto alle tecnologie top di gamma come, ad esempio, l’ibrida plug-in. Questo vuol dire che ha le potenzialità per svolgere un ruolo importante nella nostra strategia DRIVe Towards Zero di riduzione delle emissioni di CO2.”