Renault saluta un pezzo di storia: cede uno dei gioielli del gruppo - reportmotori
Renault pronta a salutare un pezzo di storia. Ha ceduto uno dei gioielli del gruppo. Così facendo ha salvato i lavoratori.
L’automobilismo europeo sta attraversando un momento di grande difficoltà. La grande concorrenza, i costi sempre più elevati legati allo sviluppo delle nuove tecnologie, la transizione elettrica e una domanda che fatica sempre di più a decollare proprio per via di tutti questi fattori sono solo alcune delle sfide che le case del continente si trovano a dover affrontare. Questo vale anche per i colossi dei motori.
Il gruppo Renault è uno di quelli maggiormente in salute nel panorama europeo, eppure nemmeno il colosso francese può prescindere da una attenta analisi delle strategie e da una ottimizzazione delle risorse che consenta di ridurre i costi e ottimizzare le risorse a disposizione. Questo comporta anche essere costretti a prendere decisioni difficili, e dovere rinunciare ad asset considerati non strategici per il futuro del marchio. E’ quanto successo a Renault, che ha dovuto privarsi di uno dei suoi asset. Nel farlo, però, si è assicurata di non tagliare posti di lavoro e assicurare un futuro lavorativo ai dipendenti interessati.
Renault ha deciso di cedere Alpine Racing SAS, la società che gestisce il centro di sviluppo dei motori di Formula 1 (non dunque la scuderia, ma solo il sito tecnico di Viry-Châtillon). Il colosso francese ha trovato l’accordo con Dumarey Group. Il colosso francese salva così anche i posti di lavoro dei 150 tecnici del centro di Viry-Châtillon. Alla nuova proprietà andrà infatti la struttura, ma anche tutte le risorse tecniche e i dipendenti.
L’accordo è stato trovato, anche se non si conoscono ancora i termini, manca solo di terminare l’inter riguardante le autorizzazioni regolamentati necessarie e le consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori per portare a termine l’operazione. Il Dumarey Group ha nei piani di continuare il lavoro dell’Alpine Racing SAS e progettare i nuovi motori per le competizioni.
Per Renault si tratta della fine di un’era. Ma la casa francese è riuscita ad evitare che il patrimonio tecnico e di competenze costruito nel corso dei decenni venisse perso, e che i dipendenti rimanessero senza lavoro. In questo modo, le operazioni potranno comunque continuare, con grande gioia degli addetti ai lavori.