Doccia fredda per Trump, la sua decisione è illegittima: cosa accadrà adesso (ANSA Foto - Reportmotori)
Brutte notizie per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che adesso dovrà fare i conti con la sentenza della Corte
Le tensioni in Medio Oriente hanno fatto spostare il focus degli ultimi mesi sul petrolio e sullo Stretto di Hormuz, e mentre il mondo guardava all’Iran e ai nuovi equilibri energetici internazionali, negli Stati Uniti si stava consumando una battaglia economica gigantesca che riguarda direttamente anche il settore automotive.
I dazi commerciali introdotti durante il ritorno politico di Donald Trump hanno avuto conseguenze enormi sull’industria automobilistica mondiale, e per mesi i grandi costruttori hanno dovuto versare miliardi di dollari per continuare a importare vetture, componenti e tecnologie negli Stati Uniti. Una situazione che aveva inevitabilmente fatto salire i costi industriali e, secondo molte accuse, persino i prezzi finali pagati dai clienti.
La Corte Suprema degli Stati Uniti adesso ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti tramite l’International Emergency Economic Powers Act, aprendo così la strada a una gigantesca operazione di rimborso destinata ai grandi gruppi automotive.
L’agenzia governativa US Customs and Border Protection avrebbe già iniziato a processare le pratiche necessarie per restituire alle aziende quanto versato negli ultimi mesi, e le cifre sono impressionanti.
Secondo le prime stime, il Governo statunitense potrebbe dover rimborsare tra i 160 e i 175 miliardi di dollari complessivi a numerosi colossi industriali, inclusi Ford Motor Company, General Motors, Stellantis e Toyota, con la divisione nordamericana del gruppo giapponese è stata infatti colpita da una Class Action che potrebbe aprire un nuovo fronte legale molto pesante.
Secondo i querelanti, Toyota avrebbe scaricato sui clienti i costi generati dai dazi aumentando i prezzi delle vetture importate da Japan, Canada e Mexico. Ora però che i dazi sono stati annullati e i rimborsi stanno arrivando, i clienti chiedono che una parte di quei soldi venga restituita direttamente agli automobilisti che hanno acquistato o preso in leasing un veicolo tra febbraio 2025 e febbraio 2026.
Dimostrare in tribunale che Toyota abbia aumentato i listini esclusivamente a causa dei dazi non sarà semplice, anche perché il gruppo giapponese, nel frattempo, avrebbe comunque registrato difficoltà operative sul mercato nordamericano, soprattutto perché il quadro politico americano continua a cambiare rapidamente.
Dopo la bocciatura della Corte Suprema, infatti, Donald Trump avrebbe già studiato una nuova strategia commerciale introducendo una sovrattassa temporanea del 15% sulle importazioni.
Una mossa che rischia di riaccendere immediatamente le tensioni tra Washington e le grandi industrie internazionali. Per il settore automotive globale si tratta quindi di un momento estremamente delicato: da una parte ci sono i produttori che cercano stabilità dopo anni complicati tra pandemia, crisi delle materie prime, transizione elettrica e guerra commerciale. Dall’altra c’è una politica americana sempre più aggressiva sul fronte industriale e commerciale.