Ha dell’incredibile ciò che sta accadendo con Bugatti protagonista, le cifre sono veramente difficili da credere
Negli Stati Uniti, il mercato delle auto ultra-esclusive rappresenta ormai un ecosistema a parte. Tra Miami, Palm Beach e le grandi città della costa, concessionarie e clienti si muovono in un ambiente dove supercar e hypercar vengono trattate quasi come opere d’arte finanziarie, e qui è scoppiata una disputa che sta facendo discutere tutto il settore automotive di fascia altissima.
Al centro della vicenda c’è Bugatti e una cifra che ha lasciato molti senza parole: 1350 dollari all’ora per la manodopera relativa agli interventi in garanzia. Una tariffa richiesta da Bugatti Miami alla casa madre e che ha dato origine a uno scontro legale estremamente pesante.
La concessionaria, parte del gruppo Braman Motors, sostiene che costi di questo livello siano coerenti con la complessità tecnica delle vetture del marchio francese. Del resto, chi acquista una Bugatti Tourbillon da oltre 4 milioni di dollari non entra certo nel mondo delle officine tradizionali.
Secondo quanto emerso, le parti avevano anche trovato una soluzione temporanea: una tariffa transitoria da 1100 dollari l’ora fino alla fine del 2025, con il passaggio definitivo a 1350 dollari dal gennaio 2026. Ma qualcosa si è rotto improvvisamente.
L’11 febbraio 2026 Bugatti of the Americas avrebbe infatti comunicato al concessionario la sospensione dell’autorizzazione a eseguire lavori in garanzia, motivando la scelta con costi considerati eccessivi sia per la manodopera sia per i ricambi.
Dal 13 maggio 2026, secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso, Bugatti Miami non riceverà più rimborsi per gli interventi effettuati. Una decisione che il dealer considera illegittima e potenzialmente dannosa per il proprio business.
Il contenzioso però non riguarda soltanto le riparazioni. La disputa si allarga anche alla distribuzione delle nuove hypercar del marchio, settore dove ogni esemplare può valere milioni di dollari e generare margini enormi.
La concessionaria sostiene infatti di aver ricevuto soltanto due esemplari della nuova Bugatti Tourbillon a fronte di quattro richiesti, mentre un altro dealer della Florida ne avrebbe ottenuti addirittura nove. Accuse che alimentano il sospetto di trattamenti differenti tra concessionari appartenenti alla stessa rete.
Secondo il ricorso, la casa madre avrebbe inoltre gestito direttamente prenotazioni e prezzi delle vetture, comportamento che potrebbe entrare in conflitto con le leggi sui franchising della Florida, molto severe nella tutela dei concessionari automobilistici.
Dal canto suo, Bugatti of the Americas respinge le accuse e sostiene di aver semplicemente esentato il dealer dall’obbligo di eseguire lavori in garanzia, senza alcuna volontà di penalizzarlo.