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Problemi grossi nell’industria dell’automotive: c’è un’abitudine che hanno 7 italiani su 10

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

Da uno studio condotto sulle abitudini degli italiani è emerso uno scenario inquietante. Il traffico in aumento su vetture sempre più vecchie determina un contraccolpo ambientale da terzo mondo.

Che l’Italia vanti quasi con orgoglio uno dei parchi auto circolanti più vetusti d’Europa è cosa nota. Basterebbe osservare la striscia infinita di veicoli termici in pessime condizioni che costeggiano i marciapiedi delle principali città per capire lo stato di degrado economico e culturale. Non tutte le vetture sono un patrimonio, anzi sono sempre di più coloro che guidano mezzi poco sicuri.

Traffico auto Italia – Reportmotori.it

L’italiano medio passa dal letto, al sedile dell’auto al divano, prima di ricominciare questo loop infinito. Solo 3 italiani su 10 di media attivano le loro leve per compiere uno spostamento su metro, tram e autobus. Gli ultimi dati Eurostat, aggiornati al 2024, pongono il Belpaese solo sopra Cipro, dove risulta realmente difficile usufruire dei mezzi pubblici. Dietro a certe abitudini poco salutari c’è anche una dipendenza mentale dalla cara vecchia automobile.

Il confronto con l’Europa

Nel complesso nell’Unione, oltre la metà della popolazione (51%) non sfrutta il trasporto pubblico nel corso del 2024. Solo una quota del 10,7% lo usa ogni giorno, l’11,6% su base settimanale. Nonostante un quadro generale non positivo il 68% dei cittadini italiani non sale mai su un mezzo pubblico, il divario rispetto ad altri Paesi è enorme. Nel Vecchio Continente, come vi abbiamo anticipato, solo Cipro riesce a cogliere un risultato peggiore.

I numeri di una crisi annunciata nell’automotive – Reportmotori.it

In Lussemburgo avviene esattamente l’opposto, solo il 15,7% della popolazione rinuncia ai mezzi pubblici. Seguono Estonia e Svezia, entrambe sotto il 27%. Di sicuro il livello dei servizi è molto alto, ma nelle principali città italiane non manca una rete capillare di mezzi pubblici. Oltre al Belpaese, si trovano in fondo alla classifica Portogallo (67,8%), Francia (65,1%), Slovenia (61,6 %) e Grecia (61,3%). Segno che il problema non è isolato, ma riguarda diverse realtà europee non ancora evolute sotto questo aspetto. Considerando i prezzi applicati ai distributori gli italiani dovrebbero rivalutare radicalmente l’approccio.

Se circa il 69% degli uomini e il 68% delle donne non utilizza mai un trasporto pubblico in Italia c’è anche un fattore culturale. Permane ancora quella mentalità di attribuire al mezzo uno status symbol cool, mentre chi sfrutta i mezzi pubblici non viene vista come una persona arrivata. Basterebbe fare un giro ad Amsterdam per incontrare manager milionari in bicicletta, ma questa è un’altra storia. Le città italiane sono sempre più caotiche e piene di smog. Il traffico romano è noto in tutto il mondo, con conseguente stress e problemi sulla salute a causa delle polveri sottili.