Andrea Dovizioso aspetta l’ultimo dei 54 giri completati per mettere a referto il 2:00.802 (+0.329s) che gli vale il terzo posto della tabella dei tempi. L’italiano è riuscito, giorno dopo giorno, ad acquisire sempre più confidenza in sella alla Yamaha 1000cc, fino a chiudere questa tre giorni con soddisfazione e sensazioni positive.
Scivola indietro di qualche posizione Jorge Lorenzo (Yamaha Factory Racing), proprio nelle battute finali del giovedì. Il maiorchino è contento del buon lavoro svolto con lo staff tecnico: l’attenzione è stata rivolta ad alcune modifiche del telaio e all’elettronica, e il feeling creato con la M1 ha trasmesso fiducia e sicurezza nel pilota. Lorenzo percorre 51 tornate con il definitivo 2:00.877 (+0.404s).
L’ultimo pilota capace di rimanere sulla linea del 2:00 è Cal Crutchlow (Monster Yamaha Tech 3), che abbassa di mezzo secondo il risultato mattutino fino al 2:00.986 (+0.513s) che gli vale la quinta piazza.
La prima Ducati della classifica finale è quella di Hector Barberá (Pramac Racing), che leva 4 decimi al precedente tempo bloccando il cronometro sul 2:01.231 (+0.758s) alla 48ª delle 66 tornate percorse. Settima posizione per il connazionale Álvaro Bautista (San Carlo Honda Gresini), caduto senza conseguenze in mattinata. Lo spagnolo riesce a migliorare il proprio crono fino a conquistare il definitivo 2:01.275 (+0.802s).
La classifica prosegue poi con Ben Spies (Yamaha Factory Racing), che ha dichiarato di non aver ancora spinto fino al limite la M1, rimanendo comunque soddisfatto a livello generale del prototipo ed in particolar modo con l’elettronica. L’americano firma un 2:01.432 (+0.959s). Subito dietro l’attuale Campione del Mondo Moto2 Stefan Bradl (LCR Honda) che chiude questa seconda presa di contatto con il nuovo prototipo 1000cc con un crono pari a 2:01.492, a 1.019s dalla testa.
Perdono qualcosa le due Desmosedici GP12 della coppia del Ducati Team: Valentino Rossi scivola in 10ª posizione con un 2:01.550 (+1.077s), seguito dal compagno di squadra Nicky Hayden, autore di un 2:01.609 (+1.136s). I piloti e lo staff tecnico del team di Borgo Panigale non hanno avuto modo di testare nuove parti del prototipo italiano, concentrandosi quindi sull’elettronica e su piccole modifiche del telaio mirate ad ottenere maggior trazione e grip. Ci sarà ora a disposizione un mese di tempo per portare avanti il lavoro sfruttando i dati e le informazioni raccolte in questa tre giorni di Sepang, in attesa del prossimo appuntamento ufficiale di Jerez.
Colin Edwards (NGM Mobile Forward Racing) abbandona la Malesia dopo aver speso le tre giornate lavorando sull’elettronica, con l’obiettivo di rendere la CRT più facile da guidare, e su un nuovo telaio, giudicato dall’americano stesso la linea da seguire per il futuro. Edwards chiude con il definitivo 2:03.681.
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