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Suzuki GSR 750

Tempo di lettura: 3 minuti

Un design perfetto che si distinguerà presto sul mercato. Dal frontale partono linee molto marcate che confluiscono verso la coda. Al parafango anteriore, profilato con grande cura, seguono il guscio del faro con il gruppo strumenti
integrato, dal design moderno, la forcella a steli rovesciati, (sviluppata nel mondo delle corse) imprescindibile per una moto ad alte prestazioni, gli specchietti retrovisori, modellati come le fiancatine sul radiatore leggere e aperte, e la carenatura dell’avantreno molto aggressiva. Il serbatoio da 17,5 litri cesellato e a contrasto, le fiancate del serbatoio con superficie testurizzata.
La forma della sella raccordata alle fiancate e la sezione di coda spigolosa, con il suo fanale a LED integrato. Anche i compatti indicatori di direzione sono un riuscito complemento al tema, con la forma curata delle lenti che li fa apparire un prezioso dettaglio tipico dei custom.
Principalmente, questa è una moto che lascia vedere a tutti il suo motore: la forza che la fa correre non è celata sotto le carene. Anche il sistema di scarico è marcatamente visibile, terminando nella splendida marmitta triangolare, con
protezione termica integrata in acciaio inox spazzolato.
Siamo davanti alla GSR750, un capolavoro della tecnologia moderna, una moto da guidare con entusiasmo e da ammirare quando a fine giornata torna sul cavalletto.
Generosa coppia ai bassi regimi e potenza fluida ai medi, è sempre pronta a scattare.
Tutti i componenti della GSR750 sono stati attentamente progettati per garantire un’ottima funzionalità e uno stile armonico anche a livello meccanico.
Il nuovo faro anteriore, in termini tecnici, è un faro a riflettore multiplo con abbagliante/anabbagliante, lampada alogena a doppio filamento e lente principale chiara. Le doppie luci di posizione integrate, con lenti blu, sono
incorporate nell’insieme, una su ogni lato della lente principale del faro. Il potente faro aumenta la visibilità della moto di giorno, illuminando correttamente la strada di notte.
La forma del faro, e quella della carrozzeria minimalista che lo circonda e supporta il gruppo strumenti, va oltre quelli che sono i suoi compiti base. Infatti contribuisce in modo molto evidente alla linea generale della moto.
La stessa cosa vale anche per il quadro strumenti. Osservandolo dal punto di vista del pilota, si vede a sinistra uno sporgente contagiri analogico con un tradizionale ago facilmente leggibile, incorniciato dai valori numerici in un’area
circolare.
A destra del contagiri è ubicato un display LCD retroilluminato con luminosità regolabile, che comprende un tachimetro digitale, l’indicatore di marcia, temperatura del refrigerante e livello carburante, un orologio e il
contachilometri totale/parziale selezionabile. Le spie luminose LCD incorporate nel quadro strumenti, caratterizzato da profili color silver, comprendono gli indicatori di folle, frecce, abbaglianti, pressione dell’olio, malfunzionamento
iniezione elettronica (FI) e ABS*, immobilizer.
Le modifiche sono state incentrate sui profili degli alberi a camme e su una revisione del disegno dei condotti di aspirazione e scarico. Quando lo sviluppo è giunto a completamento il risultato, si è rivelato un motore perfetto per le
prestazioni richieste alla GSR750, con una coppia piena e lineare sin dai bassi regimi.
Tecnicamente questo propulsore è un quattro cilindri a quattro tempi DOHC raffreddato a liquido con alesaggio e corsa di 72 mm x 46 mm e quattro valvole per cilindro. L’angolo delle valvole è molto stretto, per favorire la compattezza della camera di combustione. Le valvole di aspirazione hanno un diametro di 27,2 mm, mentre quelle di scarico sono da 22 mm. Il rapporto di compressione è di 12,3:1, con pistoni leggeri in lega di alluminio pressofuso. Questi dettagli nel loro insieme migliorano l’efficienza termica, il che significa una migliore risposta del motore ai bassi e medi regimi, accelerazioni superiori, risparmio di carburante e riduzione di emissioni. La potenza del motore viene trasmessa a un cambio integrato a sei velocità con rapporti ravvicinati.

marco lasala

Credo di esser nato per comunicare la mia passione per i motori: i miei primi passi li ho mossi.. su di un kart!!! Mi sono laureato in Economia e Commercio (indirizzo Marketing), ma ho iniziato a fare il giornalista da quando avevo poco più di 20 anni, scrivendo per quotidiani nazionali e riviste estere. Oggi collaboro con diverse testate specializzate nell’universo automotive, provo auto e moto, descrivo le mie sensazioni di guida, cerco di emozionare i lettori. Sono un competitivo, amo salire sul gradino più alto del podio, sono convinto che il pericolo più grande sia frenare, piuttosto che affrontare una curva a gas aperto! Il mondo dei motori è in continua evoluzione, l’elettrificato macina chilometri, ma… nella mia mente la melodia di un V12 a 8.000 giri non svanirà mai!

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