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È la via di mezzo tra il taxi e il treno e ora debutta in Italia: rivoluzionerà la mobilità

Published by
Francesco Domenighini
Tempo di lettura: 2 minuti

Ora è tempo di ampliare ancora di più gli orizzonti per la mobilità, con un nuovo mezzo che unisce taxi e treno.

Da qualche anno a questa parte è sotto gli occhi di tutti come si stia cercando sempre di più di andare incontro a un nuovo modo di effettuare gli spostamenti. L’intento è quello di ridurre quanto più possibile le emissioni di CO2 e puntare su di un trasporto pubblico.

È la via di mezzo tra il taxi e il treno e ora debutta in Italia: rivoluzionerà la mobilità (reportmotori.it)

Una decisione che è sicuramente auspicabile, ma che allo stesso tempo comporta una serie di importanti investimenti. Taxi e treno diventano sempre più centrali nel processo di rivoluzione, anche perché una presenza fissa dei primi permetterebbe di gestire il flusso del traffico, mentre con i secondi si avrebbero spostamenti tra le varie città in modo popolare.

Insomma, questi due sono due apparati fondamentali, ma allo stesso tempo non ci si deve dimenticare di portare avanti anche un piano di sviluppo differente e tecnologico. Lo si vede per esempio con ciò che sta attuando la Provincia Autonoma di Trento, con un progetto davvero pazzesco.

RailEvo: arriva l’innovazione con guida autonoma nella Provincia Autonoma di Trento

Le novità e le innovazioni in questi ultimi anni sono davvero sempre dietro l’angolo e lo si vede ancora una volta dalla nascita di RailEvo. L’idea parte direttamente dal Polo Meccatronica di Trentino Sviluppo a Rovereto, con RailEvo che nasce come quello che sarà il primo taxi ferroviario della storia.

RailEvo: arriva l’innovazione con guida autonoma nella Provincia Autonoma di Trento (Provincia autonoma Trento – reportmotori.it)

Si tratta infatti di un van gommato, ma che allo stesso tempo va a ricordare un piccolo vagone con grande forza aerodinamica. Inoltre si tratterà di un sistema completamente con guida autonoma, il che permetterà di accrescere ancora di più il suo impatto ecologico. Non si ferma di certo qui la sua innovazione tecnologica, dato che ha modo di toccare un picco di 100 km/h e trasportare fino a 6 passeggeri.

La logica è dunque quella di utilizzare una sorta di treno “privato” a chiamata, proprio come i taxi. Una rivoluzione vera e propria, che permetterebbe, in questo caso ai trentini, di poter avere a dissezione un mezzo a richiesta, con orari prestabiliti, ma con una fruizione come se fosse un treno. Chissà che questo non possa davvero essere il futuro della mobilità.