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Guerra commerciale Usa-Cina: previsto un provvedimento estremo nell’Automotive

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

Gli Stati Uniti iniziano seriamente ad aver paura del Gigante asiatico. Il mercato interno sarebbe sconvolto con una produzione massiccia di auto cinesi.

L’America vista da lontano ha sempre rappresentato una possibilità, una terra promessa, dove il lavoro e l’occupazione era possibile per tutti. Questo messaggio è passato negli anni attraverso storie, romanzi, pellicole cinematografiche. La fortuna a portata di mano, il famoso sogno americano, ma oggi quel sogno sembra infranto da una realtà devastante, dove venti di guerra e cambi di assetti geopolitici vedono un Paese sempre più in affanno e in difficoltà anche sul lavoro, sulla produzione di automobili.

Scontro tra Cina e Usa Automotive (Canva) Reportmotori.it

La concorrenza del Paese del Dragone Rosso, vestito di politiche green, sta favorendo una espansione anche in Europa e nell’intero Occidente del mercato cinese dell’auto. Notizia del giorno è la preoccupazione fondata che la Cina possa radicare la sua forza di produzione nel settore automotive anche negli Stati Uniti.

Usa vs Cina

Un’ipotesi espansionista con gli occhi a mandorla a cui il presidente Usa, Donald Trump, aveva anticipato nel corso del Detroit Economic Club a gennaio: “Se vogliono venire qui, costruire uno stabilimento e assumere te, i tuoi amici e i tuoi vicini, è fantastico, mi piace”. I senatori Tammy Baldwin, Elissa Slotkin e Chuck Schumer hanno espresso le loro preoccupazione rivolgendosi al tycoon: “Dobbiamo essere consapevoli che invitare le case automobilistiche cinesi a stabilirsi negli Stati Uniti conferirebbe loro un vantaggio economico insormontabile, impossibile da colmare per i produttori americani, e innescherebbe una crisi di sicurezza nazionale irreversibile”.

Gli italiani vogliono le auto cinesi (Ansa) Reportmotori.it

Sottolineando, inoltre, che i problemi occupazionali non sarebbero risolti: “Anche se un nuovo stabilimento aperto da una casa automobilistica cinese negli Stati Uniti potrebbe creare alcuni posti di lavoro nell’assemblaggio e temporanei nella costruzione, quel numero limitato di posti non compenserebbe le perdite occupazionali durature. Infine aleggia anche un sospetto sulla nota Casa Costruttrice BYD: “L’amministrazione dovrebbe agire senza esitazioni per designare BYD e altri produttori automobilistici cinesi come entità collegate all’apparato militare”. Una chiara presa di posizione da parte dei senatori democratici, e non solo, a mantenere fede alla difesa dell’identità nazionale e della produzione interna ad oggi tutelata con misure protezionistiche tra cui i dazi.