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Formula 1

È la peggiore F1 di sempre? Pro e contro del nuovo regolamento

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

A denti strettissimi ci sentiamo in dovere di ammettere tutti i limiti della nuova era della F1 e anche i (pochi) aspetti positivi.

Partiamo da un assunto: le monoposto ad effetto suolo avevano fallito l’obiettivo. Lo stesso Max Verstappen, mattatore della scorsa era della F1, si era lamentato delle dimensioni, della pesantezza e dell’impatto spiacevole sul suo stile di guida. Quindi non è la prima volta che il campione olandese si sbilancia sulla poca spettacolarità delle vetture.

Formula 1, due gare a rischio: ecco quando potrebbe esserci la decisione – reportmotori.it (foto Ansa)

Per questo motivo il gruppo di tecnico guidato da Tombazis ha partorito nel 2026 delle regole per monoposto più leggere, di dimensioni ridotte e che potessero superarsi più facilmente con una aerodinamica semplificata. Sin qui tutto ideale, se non fosse che i capi della Federazione hanno deciso di cambiare le PU ibride, puntando su un bilanciamento quasi al 50% tra parte termica ed elettrica. Un pura follia inutile che non ha un impatto decisivo (in tempo di missili) sull’ambiente e non manda alcun messaggio green al mondo.

Anche se le monoposto corressero con motori termici per le 24 tappe del calendario non vi sarebbe nessun effetto nefasto sulle nuove generazioni, anzi crescerebbero bene con il giusto sound nelle orecchie. In ogni caso non hanno nemmeno scelto di lasciare il DRS, ma di creare attraverso l’aerodinamica attiva un insieme di sistemi artificiali che permettessero performance e sorpassi. Il risultato di fantomatici Attack Mode e soluzioni poco convincenti si notano sul giro secco dove le nuove monoposto sono uno scempio. Tra clipping e percorrenze al di sotto delle aspettative i fan, almeno i puristi, sono rimasti delusi nel vedere i piloti decelerare e non poter dare il massimo in qualifica.

Gare con più sorpassi

I duelli nelle prime uscite non sono stati pessimi, pur trattandosi di cambi di posizione. La gestione delle batterie in gara, soprattutto su tracciati meno severi come la Cina, può mascherare i limiti delle nuove monoposto. Per chi vince su queste auto i GP sono sempre spettacolari, mentre chi perde ha anche lo svantaggio di non divertirsi a bordo.

Antonelli in azione a Shanghai (ANSA) – Reportmotori.it

Non solo Verstappen si è lamentato delle nuove monoposto, ma anche Alonso, Sainz, e in modo più pacato Charles Leclerc. Il suo punto di forza, ovvero il giro secco, non è più nelle sue corde. Non vince chi prova ad azzardare e superare i limiti, ma chi amministra meglio la benzina energetica. Un controsenso preoccupante di una Formula 1 che i puristi non riconoscono più. L’autentica categoria regina dell’automobilismo può definirsi morta con il passaggio nel 2014 alle PU ibride. L’unica a gongolare da allora è la Mercedes.