Toyota logo (ANSA) - Reportmotori.it
La Toyota è uno dei brand più innovativi al mondo, capace di sviluppare tecnologie con grande anticipo rispetto ai tempi. A volte, ciò si traduce anche in rischi che non pagano.
Il brand Toyota è il principale colosso automobilistico mondiale, in grado di produrre e vendere, da decenni ormai, oltre 10 milioni di auto ogni anno. Abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare modelli come la RAV4, la Yaris, la Corolla e molti altri, familiarizzando con la tecnologia ibrida. Tuttavia, anche ai migliori capita di poter incappare in qualche problematica, ed è questo il caso di un modello prodotto dal gigante giapponese.
Nello specifico, ci stiamo riferendo alla Toyota Mirai ad idrogeno, una tecnologia, quest’ultima, nella quale la casa del Sol Levante ha sempre creduto, a tal punto da immaginarla come la possibile sostituta del diesel entro pochi anni. Tuttavia, la Mirai è stata, sino ad oggi, un clamoroso flop, a causa delle grandi difficoltà che la tecnologia dell’auto ad idrogeno ha incontrato sul proprio cammino. Nel 2025, in Italia, ne è stato venduto un solo esemplare, ed altrove i risultati non sono stati poi così incoraggianti.
A causa dello scarso interesse generale nei confronti delle auto ad idrogeno, il valore della Toyota Mirai è letteralmente precipitato. Un modello del 2022 è in vendita ad appena 20.000 euro, a fronte di un prezzo di listino pari a 75.000 euro e soli 30.000 km percorsi. In buona sostanza, la Mirai in questione ha perso 55.000 euro di valore in neanche quattro anni, come riportato dal sito web “Autoeveryeye.it“. Se è vero che le auto elettriche si svalutano con grande rapidità, per i veicoli ad idrogeno la situazione è ben più grave.
Inoltre, una versione con 82.000 km è oggi in vendita a soli 16.000 euro, ed è, in generale, molto facile trovare la Toyota Mirai in vendita sotto i 30.000 euro sul mercato dei modelli di seconda mano. Il problema dell’idrogeno è principalmente legato alle stazioni di ricarica che sono sostanzialmente pochissime, non invitando così i clienti all’acquisto di tale tecnologia. E, visti gli ultimi sviluppi, difficilmente le cose cambieranno in favore dell’idrogeno.