Addio Eni, decisione storica del colosso italiano: esce di scena definitivamente (reportmotori.it)
Decisione storica attorno a Eni, con il cambiamento del colosso italiano che è un qualcosa di epocale e straordinario.
Tra le aziende italiane che hanno fatto la storia del Belpaese, vi è senza ombra di dubbio la Eni, con milioni di famiglie che hanno modo da tanti anni di poter usufruire di energia, gas e luce grazie a questo colosso. Un marchio di fabbrica che si è sempre distinto per efficienza e qualità del prodotto offerto.
Negli anni ha cercato di cambiare e ampliare i propri orizzonti, con una serie di realtà collaterali in modo tale da poter offrire agli utenti il miglior servizio possibile. Lo si è visto con la nascita della branchia Plenitude, con questa che però sta crescendo in modo deciso ed evidente.
Non ci si deve sorprendere dunque come quando una realtà collaterale cresca via via sempre di più, alla fine abbia voglia anche di diventare indipendente. Ecco allora come di recente sembra essere chiaro come ci sia il progetto che porterà a un’uscita di scena della Plentiude da Eni, il che rappresenterà un cambiamento epocale.
Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, ecco che Plenitude sembra davvero essere a un passo dall’indipendenza definitiva nei confronti di Eni. La scelta nascerebbe proprio dalla casa madre, con Eni che dunque starebbe valutando un deconsolidamento di Plenitude, in modo tale da poter gestire nel miglior modo possibile il bilancio una volta persa questa realtà.
Naturalmente non si tratta di un’operazione semplice, motivo per il quale è stata assegnata Mediobanca nel ruolo di intermediaria per poter studiare il caso e la struttura dell’operazione. A quanto pare ci sarebbero infatti due soluzioni differenti per arrivare al risultato finale, con il primo che porterebbe a un cambio di governance incisivo, dunque portando alla perdita del controllo, con Eni che andrebbe a ridurre il numero dei suoi rappresentati e dei suoi amministratori.
La seconda soluzione invece è quella che Eni potrebbe andare al di sotto del 50% del capitale di Plenitude, arrivando così alla cessione di quote a investitori come il fondo svizzero Eip e quello statunitense Ares. Si trattano di soluzioni differenti, con la prima però che sembra essere quella maggiormente percorribile, con il futuro di Plentiude che si fa sempre più indipendente.