La Cassazione ha sentenziato, il parcometro non è più una giustificazione: multa valida, bisogna sempre rispettare l'obbligo - reportmotori.it (foto Ansa)
Una recente sentenza della Cassazione fa chiarezza su uno dei casi ricorrenti riguardo la sosta sulle strisce blu. Chi parcheggia ha sempre un obbligo da rispettare
Dopo quella sugli autovelox che ha stabilito una sostanziale differenza tra approvazione e omologazione dei dispositivi di rilevazione, la Corte di Cassazione è intervenuta anche sulla disciplina delle aree sosta a pagamento delimitate dalle strisce blu.
Lo ha fatto con la sentenza 3273/2026 che ha fatto chiarezza su una casistica nella quale non pochi automobilisti saranno incappati poco dopo aver parcheggiato il loro veicolo. A quanti è capitato di aver lasciato la propria auto in un’area sosta e di non aver potuto procedere al pagamento della stessa in quanto il parcometro non accettava carte di credito, bancomat, app ma solo monete? Una situazione assai comune e dalla quale è scaturito anche un ricorso presentato da un utente multato per sosta irregolare sulle strisce blu.
La sua tesi difensiva si fondava su una ragione apparentemente logica. Se un parcometro non è stato aggiornato da un Comune per ricevere pagamenti elettronici, allora chi parcheggia non può essere ritenuto responsabile del mancato pagamento della sosta sulle strisce blu se dispone solo di essi. Un’argomentazione che la Cassazione ha rigettato ribadendo la necessità di un obbligo per chi usufruisce della aree sosta non gratuite.
Con la sentenza 3273/2026, la Cassazione ha ribadito che l’ente che gestisce il parcheggio non è tenuto a garantire ogni strumento di pagamento possibile tramite il parcometro. L’utente, invece, deve sempre attivarsi per rispettare l’obbligo che consegue all’utilizzo delle strisce blu. Concretamente, se ci si accorge di non avere monete per pagare la sosta a fronte di un parcometro che accetta solo pagamenti con questa modalità, la soluzione non è quella di ignorare la tariffa bensì di attivarsi con soluzioni immediate affinché la sosta stessa venga pagata con l’importo dovuto.
Chi si comporta diversamente commette a tutti gli effetti un’evasione tariffaria, una violazione che, se accertata, può essere punita con una multa. Non ci sono più giustificazioni quindi. Se non avete monete per pagare la sosta oraria sulle strisce blu dovete procurarvele per far funzionare il parcometro oppure spostare l’auto da un’altra parte. In alternativa, se disponete solo di carta di credito o altri strumenti elettronici, verificate se il vostro comune consente l’utilizzo di app per il pagamento della sosta.
In definitiva, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio molto semplice. Chi parcheggia sulle strisce blu deve pagare sempre e comunque la sosta oraria. Non c’è più spazio, quindi, per interpretazioni personali o giustificazioni collegate alla dotazione tecnologica non aggiornata del parcometro di riferimento.