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La guerra sconvolge l’automotive: la Toyota prende una decisione mai vista prima, è rivoluzione

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

La Toyota ha preso una decisione importante che riguarda i propri programmi in Medio Oriente, una zona del mondo sconvolta dalle tensioni e dalla guerra. Ecco cosa si è scelto di fare.

Il mondo segue con grande apprensione l’evoluzione dei fatti in Medio Oriente, la zona del pianeta più calda in assoluto in questo momento, e non ci riferiamo all’aspetto climatico. Dopo l’attacco degli USA all’Iran, da quest’ultimo sono partite pesanti ritorsioni verso i paesi limitrofi, ed anche Dubai sta pagando un prezzo altissimo, per non parlare di ciò che si sta verificando in Libano. Anche il mercato dell’auto rischia di essere condizionato dai fatti recenti, a partire dal prezzo dei carburanti che è schizzato alle stelle.

Toyota logo (ANSA) – Reportmotori.it

Il gasolio è arrivato quasi a 2,5 euro a litro in autostrada, mentre in modalità self sulle strade “tradizionali”, è sempre più vicino ad un prezzo medio di 2 euro al litro. Anche le case automobilistiche vogliono rispondere prontamente agli ultimi eventi, ed è la Toyota a prendere la decisione più forte in tal senso. Il colosso giapponese ha appena comunicato quanto decretato dai vertici dell’azienda.

Toyota, 40.000 auto in meno per il Medio Oriente

Visti i fatti in continua evoluzione in Medio Oriente, la Toyota dovrà bloccare la produzione di circa 40.000 auto destinate a quel mercato per il periodo compreso tra marzo ed aprile. In buona sostanza, ciò si traduce in una perdita compresa tra il 60% ed il 70& delle esportazioni mensili verso quella regione, una notizia che non fa certo ben sperare in vista di un futuro incerto.

Toyota Yaris Cross in vendita con lo sconto, l’offerta sta per scadere  – reportmotori.it (Toyota newsroom)

La Toyota si è ritrovata costretta a prendere tale decisione, vista la scarsa sicurezza che si registra attualmente in Medio Oriente. Solitamente, la casa giapponese è solita inviare ben 30.000 auto al mese nell’area incriminata, ma ora l’esportazione sarà fortemente limitata. Per le case automobilistiche è l’ennesima, durissima prova all’interno di una situazione globale già molto complessa. Per gli automobilisti, inoltre, la crisi dello Stretto di Hormuz, implicherà ulteriori rialzi in relazione ai prezzi dei carburanti, in un effetto domino che non fa ben sperare.