Il campione italiano spalle al muro (Ansa) Reportmotori.it
La carriera di un pilota è fatta di sliding door. Un talento cristallino italiano è costretto a fare i conti con una pessima notizia.
Raggiungere i massimi traguardi in pista è tra le cose più complesse per un centauro. A differenza di altri sport i piloti dipendono da un mezzo tecnico e da dinamiche che sfuggono da logiche lineari. Un esempio su tutti ci viene trasmesso dal mondo della Superbike, dove un grande campione come Bautista è costretto a correre con la Ducati più pesante della griglia, ancora zavorrata da regole astruse, o da Iannone costretto a guardare i colleghi dai box nello start ufficiale della stagione.
Andrea Iannone è rimasto senza moto nel 2026, dopo aver dimostrato di avere il passo per giocarsela ancora nella parte alta della classifica del campionato di SBK. Il pilota italiano intendeva partecipare al campionato delle moto derivate di serie con il suo team, Cainam Racing, supportato da Ducati, ma a una settimana dall’inizio della stagione in Australia, è stato escluso dalla lista degli iscritti.
L’abruzzese era tornato in pista due anni fa dopo la lunga squalifica per doping. In sella alla moto di Borgo Panigale aveva alternato buone performance a passaggi a vuoto, ma “The Maniac” aveva un progetto più ambizioso. Per lottare per i massimi traguardi voleva creare un team con il supporto della Casa emiliana, ma non è riuscito a convincere gli sponsor a proseguire con il progetto. Pertanto, il pilota non vedrà la pista a Phillip Island, ma non ha escluso del tutto la possibilità di gareggiare nei successivi round della stagione. Si tratterebbe in ogni caso di una partenza ad handicap.
Marco Zambenedetti, responsabile tecnico Ducati Superbike, ha spiegato a GPOne.com la delicata questione: “Come sapete, tutto era deciso per Phillip Island. Al momento, in Superbike, non vedo una squadra strutturata o un progetto moto costruito attorno a Iannone. Questo non significa che non lo vedremo in pista, visto che potrebbe partecipare come wildcard e ne saremmo molto felici”.
Per ora Iannone ha vissuto un inverno complesso, provando a mettere su un progetto all’altezza delle sue ambizioni. La situazione non è decollata e avrebbe impedito completamente la formazione della squadra del pilota italiano. Il team manager ritiene che la struttura non fosse abbastanza professionale per competere in una competizione così prestigiosa senza una base forte e organizzata. Zambenedetti ha lasciato un piccolo spiraglio: “Ho tenuto la porta aperta finché ho potuto. Iannone è un pilota che può dare un contributo alla pista, al paddock e anche alla nostra azienda. Ma, allo stesso tempo, è giusto rispettare i team che hanno investito e si sono organizzati con largo anticipo”.