Aumenta la tassa più odiata, italiani in protesta: cosa è successo (reportmotori.it)
Continuano le batoste per gli italiani, con un aumento della tassazione che porta alla protesta da parte dei cittadini.
In Italia sono tantissime le tassazioni che da anni mettono in difficoltà tantissimi liberi professionisti, con questi che devono dunque fare i conti con una serie di spese che molti che non sono del settore non conoscono. A queste si aggiungono tutta una serie di tasse o di imposte che devono pagare tutti.
Quando si parla di auto poi il numero di tasse è elevatissimo, con il bollo che è quella più nota di tutte. Inoltre, coloro che hanno modo di togliersi lo sfizio di un’auto con maggiore potenza, magari anche usata o perché arrivati alla pensione vogliono la vettura dei sogni, si trovano di fronte a fare i conti con il superbollo.
A peggiorare la situazione in questi anni ci pensa anche l’aumento costante delle bollette. L’energia sta vivendo dei pesanti picchi verso l’alto, dettato anche dalla necessità di aumentare l’erogazione di kWh, visto l’aumento progressivo di auto elettriche nel Belpaese. Tra i principali fornitori di energia vi è Eni, ma purtroppo sono iniziati alcuni problemi.
Confconsumatori ha deciso di far partire da tempo una class action contro Eni Plenitude, in modo tale da poter fare chiarezza sugli aumenti ingiustificati dei prezzi a partire dall’1 giungo 2023. L’associazione ha evidenziato infatti come siano numerosi i consumatori che hanno fatto delle segnalazioni sottolineando la mancata comunicazione di aumento dei prezzi.
Solo una volta che erano arrivate le bollette si è avuto modo di assistere con i propri occhi a un aumento del prezzo dell’erogazione di energia, sia per quanto riguarda il gas che l’elettricità. Inoltre questi aumenti, come evidenza Confconsumatori, sono state emesse da Eni Plenitude quando ormai non si poteva più esercitare il diritto di recesso.
I consumatori avranno modo di effettuare le loro segnalazioni alle varie sedi di Confconsumatori della propria città, con il sito Internet che permetterà di conoscere dove si trova e quali sono i suoi contatti. La mancata ricezione preventiva di alcuna segnalazione deve essere legata al periodo che va da gennaio 2023 a marzo 2025. Non una bella notizia per Eni Plenitude, ma Confconsumatori si dimostra ancora una volta attenta verso i cittadini e le loro spese.