La nuova regola stravolge la MotoGP, scene simili non le vedremo più: troppo pericoloso, sanzioni pesantissime - reportmotori.it (foto Ansa)
Manca poco più di un mese all’inizio del Motomondiale 2026 nel quale tutti i piloti dovranno fronteggiare un’importante novità regolamentare
Ci siamo. Sono trascorsi due mesi e mezzo dall’ultima gara disputata a Valencia e per la MotoGP è arrivato il momento di cominciare una nuova stagione.
Mentre proseguono le presentazioni dei vari team, il 2026 della classe regina del Motomondiale comincerà con lo shakedown in programma a Sepang, in Malesia, dal 29 al 31 gennaio. Si tratta di una prima sessione di test aperta solo ad alcuni team che precede le altre due, con tutti i piloti presenti, previste rispettivamente sempre a Sepang dal 3 al 5 febbraio e Buriram, in Thailandia, il 21 e il 22 febbraio.
Sarà proprio il circuito thailandese a ospitare il primo weekend di gara del Mondiale 2026 tra venerdì 27 febbraio e domenica 1 marzo nel quale i piloti di tutte le classi (MotoGP, Moto3 e Moto2) dovranno adeguarsi a un’importante novità regolamentare che non permetterà più il verificarsi di episodi cui abbiamo assistito più volte.
ll cambiamento regolamentare riguarderà il comportamento di piloti e commissari di gara in caso di stop della moto per un incidente o un problema tecnico. Con l’obiettivo di ridurre al minimo le situazioni di rischio durante la disputa di qualifiche e gare, qualora la moto si spegnesse a seguito di una caduta o di un’altra eventualità non sarà più possibile provare a riavviarla nelle vie di fuga o a bordo pista.
Pensate alla scena tipica di tanti GP di un pilota che scivola sulla ghiaia e immediatamente viene aiutato dai commissari lì presenti a ritirare su la moto con la spinta da dietro per rimetterla subito in pista. Ebbene, dal 2026, non sarà più possibile assistere a simili episodi se la moto si è spenta mentre è a terra. In questo caso, deve essere subito spostata (con l’ausilio dei commissari) oltre la via di fuga e in una zona sicura oltre le barriere protettive. Solo dopo questo trasferimento il pilota (e solo lui) potrà provare a riavviarla per tornare a gareggiare.
E se la moto resta accesa a terra dopo l’incidente o una scivolata? In un’eventualità simile al pilota è consentito ripartire subito. Attenzione tuttavia a un altro cambio di regolamento. I commissari infatti dovranno valutare i danni riportati dalla moto con la possibilità di fermare il pilota in caso di perdita di liquidi o componenti eccessivamente danneggiate o pericolanti. Ignorare le disposizioni dei commissari può comportare sanzioni di rilievo per i piloti fino alla bandiera nera (e quindi alla squalifica) nei casi più gravi.
In conclusione, nel Mondiale 2026 di MotoGP, Moto3 e Moto2 non sarà più scontato risalire subito in sella e ripartire dopo un incidente avvenuto in gara o in qualifica. Le procedure cambieranno per favorire il più possibile la sicurezza e l’incolumità dei protagonisti. Non ci stupiremmo tuttavia di rivedere, anche nella prossima stagione, scene già viste più e più volte.