Bagnaia, il consiglio di Valentino Rossi (Ansa) Reportmotori.it
Il bicampione MotoGP della Ducati, Pecco Bagnaia, dovrà cambiare completamente atteggiamento se vorrà tornare protagonista nel 2026.
Bagnaia ha promesso di aver capito i suoi errori e di essere fiducioso in vista della prossima stagione. All’atto della presentazione della Desmosedici GP26 ha avuto un approccio positivo e il brutto periodo sembra passato. Poi ci sarà il cronometro, giudice supremo, e i risultati della pista a determinare l’andamento umorale del torinese.
Nel 2025 Nuvola Rossa si è spesso lamentato della Rossa che, nelle mani di Marc Marquez, è stata implacabile. Lo spagnolo ha vinto 11 GP, facendo segnare anche il record di punti nella massima categoria del Motomondiale. L’ex alfiere di punta della Honda ha lasciato le briciole agli avversarsi. Pecco ha portato a casa 2 successi nelle sfide domenicali, concludendo in classifica nettamente alle spalle di entrambi i fratelli Marquez, oltre a Bezzecchi e Acosta. Una debacle inaspettata, considerati i trionfi mondiali delle annate precedenti.
Per nessun pilota risulterebbe facile convivere con una leggenda vivente come Marc Marquez. Lo spagnolo è un cannibale e, quando in perfetta forma fisica, riesce sempre a fare la differenza. Nella conferenza stampa all’atto della presentazione della Ducati GP26, Pecco Bagnaia ha confessato: “Il lavoro di quest’inverno è stato più sul cercare di vedere il positivo da ogni situazione. Ci sono state delle volte lo scorso anno dove un terzo posto mi faceva arrabbiare molto. E nel momento in cui perdi il valore dei risultati, perdi un po’ la via secondo me ed è stato qualcosa che non mi ha permesso di lavorare nel migliore dei modi”.
Il rider torinese ha spiegato di aver avuto dei consigli da due persone molto influenti: “I miei riferimenti in questo periodo sono stati Valentino Rossi e Carlo Casabianca (il suo preparatore). Hanno vissuto ogni tipo di situazione, anche Vale ha avuto dei momenti difficili. Mi hanno detto di essere felice e di godermi il momento, perché non si sa mai. Avevo vissuto 4 anni al top e lo scorso anno non ho ottenuto quello che volevo, ma a volte ero troppo critico con me stesso. A volte devi prendere solo il lato positivo delle cose e analizzarle meglio. Il 90% erano superflue, dipende da chi arrivano”. Pecco ha anche spesso colpevolizzato la squadra, ma sotto questo aspetto sembra maturato, almeno sino al via del primo GP.