La quotazione in picchiata delle auto d'epoca - Reportmotori.it
L’industria dell’automotive sta attraversando una fase di crisi profonda. Il settore di nicchia delle auto d’epoca sembrava non essere toccato.
Le auto d’epoca sembravano essere un appiglio sicuro per i collezionisti, in una fase piuttosto confusa del mercato. Il sound di un motore termico del passato continua a far salire le palpitazioni agli appassionati, ma qualcosa sta cambiando in termini di quotazioni. Con tutte le limitazioni imposte le auto d’epoca diventano delle reliquie destinate a stare ferme in un garage, proprio come un quadro che rimane inchiodato a un muro.
Farebbero nascere una forte invidia se girassero per le strade di tutti i giorni, tra gli scadenti veicoli della plebe. Con un approccio teso a limitare l’utilizzo e in un panorama di crisi globale, le quotazioni delle auto d’epoca stanno crollando. Una discesa verticale che in pochi si aspettavano nel mercato del lusso. In occasione dell’asta di Mecum, la casa d’aste che più di tutte è stata in grado di ribaltare le regole del gioco in passato, persino la Ferrari GTO è stata protagonista in negativo.
Per coloro che avevano tanti soldi da investire, non c’era soluzione migliore che comprare leggendarie Ferrari. In passato una Ferrari 250 GTO del 1962 è stata tra le auto più care mai vendute. Si tratta dell’unica Tipo 1962 a essere stata usata in gara dalla Scuderia. L’auto ha raggiunto la cifra record perché vanta un palmares da regina, avendo fatto la storia anche alla 1000 chilometri del Nürburgring del 1962. Il record d’asta per una Ferrari GTO è detenuto da una 250 GTO del 1962, venduta da RM Sotheby’s a New York nel novembre 2023 per 51,7 milioni di dollari (circa 48,3 milioni di euro).
Un altro esemplare della 250 GT è stato battuto all’asta per 38,5 milioni di dollari. La stima era intorno ai 100 milioni. Nonostante il gioco a ribasso, il proprietario ha accettato l’offerta senza batter ciglio. Il tracollo ha riguardato anche la Jaguar E-Type e le Rolls Royce Silver Cloud, senza dimenticare le supercar iconiche italiane, Alfa Romeo e Lancia, che sono tornate a quotazioni più umane. Dopo una crescita smisurata negli anni precedenti, probabilmente il mercato è pronto a ridimensionarsi su valori di mercato normali. Stanno tornando di moda le auto anni ’80 e ’90.
L’asta di Mecum ha palesato questo trend: 1,7 milioni per una Ferrari 430 Scuderia, 6,6 per una F40, 11 per una LaFerrari Aperta, addirittura 12,2 per una F50 e 17,8 per una Enzo. Una GTO avrebbe dovuto superare i 50 milioni, seguendo questa logica. Sembra la fine di un’epoca, i millennial preferiscono un genere di auto differente.