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Torna un’Alfa Romeo che ha fatto la storia? Incrocio tra una Giulia ed una Golf, le forme fanno sognare (VIDEO)

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

Un nome storico di casa Alfa Romeo potrebbe fare il proprio ritorno in chiave futura, e c’è già chi ne ha immaginato le forme. Il progetto è da brividi, ecco i dettagli.

In casa Alfa Romeo è iniziato un 2026 che sarà tutto da seguire, con un chiaro obiettivo all’orizzonte: diventare il brand premium di punta della galassia Stellantis, in attesa dell’avvento di due modelli attesi da diversi anni. A fine anno potremo scoprire le forme del nuovo SUV Stelvio, in attesa che nel 2027, a meno di ulteriori ritardi, parta la sua produzione presso l’impianto di Cassino, su piattaforma STLA Large.

Alfa Romeo logo (Pixabay) – Reportmotori.it

Accanto alla Stelvio, scopriremo anche la nuova Giulia, ed il futuro successo della casa di Arese passerà da questi due modelli. Nel frattempo, le vendite sono trascinate dai SUV Junior e Tonale, che stanno ottenendo un ottimo riscontro tra gli appassionati. Al giorno d’oggi, sono i modelli a ruote alte a dettare legge sul mercato, un segmento in cui l’Alfa Romeo è entrata da poco. In passato, venivano prodotte auto ben diverse, come la splendida ed amatissima MiTo, assemblata tra il 2008 ed il 2018 presso lo stabilimento di Mirafiori. La berlina a due volumi fu prodotta in un totale di 293.428 esemplari, prima di uscire di scena lasciando tanta amarezza nei clienti.

Alfa Romeo, ecco la nuova MiTo di Tommaso D’Amico

Sul proprio canale YouTube, come fa ormai da diverso tempo a questa parte, Tommaso D’Amico ha deliziato i suoi seguaci mostrando la nuova Alfa Romeo MiTo, una sua creazione digitale che ricorda persino una Volkswagen Golf in termini di proporzioni, ma con un’anima propria del Biscione, non lesinando qualche omaggio alla berlina Giulia.

Il look è sportivo e ricercato, con proporzioni dinamiche scolpite, così da esaltare la ricerca della downforce. Molto muscolosi i fianchi, così come i fari affilati a LED. I cerchi in lega sono affini a quelli montati sulle auto da corsa, ed a bordo è un vero e proprio trionfo di tecnologia. I materiali sono sostenibili, senza dimenticare la plancia digitale.

A livello motoristico, troviamo una versione full electric da 170 cavalli di potenza massima, ma c’è anche la possibilità di optare per la variante Plug-In Hybrid. D’Amico ha immaginato anche un’opzione diesel di ultima generazione. Dobbiamo purtroppo sottolineare che questo modello è del tutto frutto della fantasia dell’autore, e che, al momento, la MiTo non è nei piani di Stellantis e della casa di Arese, ma sognare non costa nulla.