Che fine ha fatto Davide Valsecchi (Ansa) Reportmotori.it
L’automobilismo italiano ha promosso nel nuovo millennio dei talenti che poi non sono riusciti a sbocciare in F1. Ripercorriamo il cammino di Davide Valsecchi.
I piloti italiani non sono tra i più fortunati, spesso sottovalutati, nonostante il background di alto profilo. L’ex campione della GP2, Davide Valsecchi, ha sempre sognato di correre in F1 e lo avrebbe meritato. Il circus lo ha toccato nelle vesti di report per l’emittente televisiva Sky Sport. Non è l’unico che ha dovuto rinunciare al sogno di diventare un top driver nella massima categoria del Motorsport.
Il nativo di Erba è cresciuto a Eupilio, in provincia di Como, sviluppando una passione sfrenata per i motori sin da bambino. Davide cominciò a correre sui kart e sulle prime monoposto nel 2003, partecipando alle competizioni della Formula Renault fino al 2007. Prese parte alla Formula Renault italiana e alla Eurocup Formula Renault, per poi gareggiare alla World Series by Renault nel 2006.
Nel 2007 arrivò il primo trionfo a livello internazionale, riuscendo a fare esperienza anche in eventi di Formula 3 italiana e tedesca. Corse GP2 Asia Series con il team Durango. Nel 2008, in graduatoria, non andò oltre l’ottava posizione che gli garantì la partecipazione alla GP2 Series. Lottò stabilmente per la parte alta della classifica, diventando lo sfortunato protagonista di un pericoloso crash a Istanbul. Sul tracciato turco, in una staccata al limite, l’impianto frenante dell’auto non funzionò e il driver terminò la corsa contro le barriere di protezione.
Dopo l’incidente il pilota compromise la sua prima annata, ma tornò più agguerrito che mai. Il passaggio all’iSport International fu importante nella sfida asiatica, conquistando tre round e calcando tre volte il podio. Il driver italiano fu in grado di vincere il titolo con tre corse di anticipo. Valsecchi decise di continuare la sua avventura in GP2 Series.
Nel 2010, sul tracciato di Abu Dhabi, Valsecchi provò per la prima volta in un test una HRT. Nel 2011 fu ingaggiato come collaudatore della Lotus. Nel team inglese partecipò alla prima sessione di prove libere del Gran Premio della Malesia, dove guidò la monoposto di Heikki Kovalainen. Nel 2012 arrivò l’occasione con DAMS. Riuscì a battere il brasiliano Luiz Razia, laureandosi matematicamente campione al termine di Gara 1 a Singapore. A quel punto si sarebbero dovute spalancare le porte della F1 nel team Lotus, ma non si crearono le giuste condizioni per mancanza di fondi. Per anni è diventato l’opinionista per Sky Sport e, insieme a Guido Meda e Joe Bastianich, protagonista anche della trasmissione Top Gear Italia.