Abbassati i limiti di velocità in Italia, proteste dei cittadini: "Necessario per la sicurezza" (Reportmotori)
Sono ufficiali i nuovi limiti di velocità in Italia, che hanno già destato le prime proteste da parte dei cittadini che devono adeguarsi
La gestione della mobilità urbana è uno dei nodi più difficili che le grandi città si trovano ad affrontare. Tra congestione del traffico, inquinamento atmosferico, sicurezza stradale e qualità della vita dei residenti, gli amministratori devono bilanciare esigenze spesso contrastanti.
La riduzione dei limiti di velocità è diventata una misura sempre più dibattuta in Italia, sia per ragioni legate alla sicurezza sia come strumento per migliorare la convivenza tra auto, mezzi pubblici, biciclette e pedoni.
A Roma, una delle città con il traffico più intenso d’Italia, questa discussione ha portato all’introduzione di un nuovo limite di velocità in vaste aree del centro urbano. Una decisione che vuole essere al tempo stesso una risposta alle richieste di maggiore sicurezza stradale e un passo verso una mobilità più sostenibile, in linea con pratiche già adottate in diverse capitali europee.
Il nuovo limite è di 30 km/h e interessa diverse strade e piazze del cuore della Capitale, dove la presenza di pedoni, turisti e residenti è particolarmente elevata. In queste zone il traffico non è solo un problema di scorrevolezza, ma spesso una fonte di rischio per chi si muove a piedi o in bicicletta.
La logica alla base di questa scelta è semplice e fondata sui dati. A velocità più basse, il tempo di reazione e la distanza di arresto si riducono, diminuendo la possibilità di scontri gravi. Le statistiche sulla sicurezza stradale mostrano con chiarezza come gli impatti a 30 km/h causino meno ferite gravi rispetto a quelli a 50 km/h.
Oltre alla sicurezza, il tema della qualità dell’aria gioca un ruolo importante nella decisione. Le auto che viaggiano più lentamente tendono a emettere meno inquinanti nei tratti urbani congestionati, perché la guida più fluida richiede meno accelerazioni brusche, uno dei fattori principali dell’aumento delle emissioni.
Non mancano però le critiche. Una parte degli automobilisti teme che i nuovi limiti possano rallentare eccessivamente la mobilità, peggiorando i tempi di spostamento per chi usa l’auto per lavoro o per esigenze familiari, mentre altri sottolineano la necessità di un quadro infrastrutturale più ampio, con piste ciclabili più capillari e un trasporto pubblico realmente competitivo, prima di applicare limiti che possono sembrare penalizzanti per chi vive quotidianamente la città.
Per affrontare queste preoccupazioni, il Sindaco della Capitale ha affermato che il limite a 30 km/h non è una punizione, ma una componente di una strategia più ampia. L’obiettivo è promuovere una città più vivibile, dove il traffico sia meno caotico e dove modelli di mobilità alternativi, come il car sharing, il trasporto pubblico o la bicicletta, diventino più attraenti e sicuri. Ridurre i limiti di velocità è solo uno dei tasselli di questo cambiamento, insieme a interventi sulle aree pedonali, alle zone 20 e alle corsie preferenziali.
Un altro elemento che va considerato è l’adesione dei cittadini. Nei Paesi dove i limiti a 30 km/h sono già stati adottati estensivamente, spesso si registrano benefici non solo in termini di sicurezza, ma anche di percezione del comfort urbano.