Ferrari%2C+crolla+anche+l%26%238217%3Bultimo+baluardo+di+casa+Elkann%3A+l%26%238217%3Bannuncio+%C3%A8+pesante
reportmotoriit
/2026/01/14/ferrari-crolla-anche-lultimo-baluardo-di-casa-elkann-lannuncio-e-pesante/amp/
Auto

Ferrari, crolla anche l’ultimo baluardo di casa Elkann: l’annuncio è pesante

Published by
Simone Tortoriello
Tempo di lettura: 3 minuti

Ferrari è forse il marchio motoristico più importante al Mondo, oltre ad essere il fiore all’occhiello italiano, ma la situazione ora è delicata

Ferrari è uno dei simboli industriali più riconoscibili dell’Italia nel mondo. La casa di Maranello rappresenta un’eredità che va oltre le auto sportive, intrecciandosi con la storia dell’imprenditoria italiana e con una delle famiglie più influenti del Paese.

Ferrari, crolla anche l’ultimo baluardo di casa Elkann: l’annuncio è pesante (Reportmotori.it)

Il legame con la famiglia Elkann, oggi al vertice della governance, ha contribuito negli ultimi anni a rafforzare l’identità di Ferrari come realtà indipendente, focalizzata sull’esclusività, sui margini elevati e su una strategia molto selettiva, una filosofia che ha permesso al Cavallino Rampante di crescere in modo costante, attirando l’interesse non solo degli appassionati di motori, ma anche di investitori di tutto il mondo.

Dopo anni di grande crescita però, la situazione finanziaria inizia a destare le prime preoccupazioni, certificate dal netto crollo in Borsa degli ultimi mesi. Il problema riguarda non tanto ciò che accade nelle fabbriche o sulle piste, quanto per il modo in cui il mercato sta rivedendo le aspettative dopo un lungo periodo di crescita.

Anche le grandi banche d’affari nelle ultime settimane hanno revisionato al ribasso il target price del titolo. Goldman Sachs ha abbassato il target price su Ferrari, portandolo a 378 euro per azione dai precedenti 391 euro, pur confermando la raccomandazione Buy.

Una scelta che segnala come le prospettive di fondo restino positive, ma che allo stesso tempo indica una valutazione più prudente rispetto al passato recente.

A rafforzare questa lettura è arrivato anche l’intervento di Morgan Stanley, che ha ridotto il proprio target price a 355 euro per azione, rispetto ai 367 euro indicati in precedenza. Anche in questo caso non si parla di una bocciatura del titolo, ma di un aggiustamento che riflette un contesto meno euforico rispetto a quello vissuto negli ultimi anni.

Come da previsione, dopo i due annunci il mercato ha reagito con decisione. Le azioni Ferrari sono crollate, attestandosi intorno a 321,2 euro per azione, confermando la tendenza al ribasso dell’ultimo periodo Un movimento che conferma la fase di debolezza in atto e che mantiene alta l’attenzione degli operatori sulle prossime sedute.

Dal punto di vista tecnico, il quadro appare delicato. Gli analisti individuano un primo supporto in area 319,6 euro, con un livello successivo a quota 318,1 euro. In caso di ulteriore pressione ribassista, questi valori potrebbero essere messi alla prova. Sul lato opposto, la resistenza principale è collocata intorno ai 326 euro, una soglia che il titolo dovrebbe superare per dare un segnale di stabilizzazione.

È importante chiarire che questo crollo non è legato a un improvviso deterioramento dei fondamentali. Le vendite restano solide, il portafoglio ordini è robusto e il marchio continua a godere di una forza unica nel settore del lusso automobilistico.

Piuttosto, il mercato sembra aver avviato una fase di riequilibrio dopo una crescita molto sostenuta, che aveva portato il titolo a valutazioni considerate da alcuni analisti particolarmente elevate.

In questi casi, anche piccoli aggiustamenti nelle aspettative possono generare movimenti significativi, soprattutto su un titolo molto presente nei portafogli degli investitori istituzionali. Le prese di beneficio, una volta avviate, tendono ad autoalimentarsi nel breve periodo.

Ferrari, che resta uno dei nomi di punta del FTSE MIB, continua comunque a garantire una forte attenzione da parte del mercato. Il legame con la famiglia Elkann e la strategia di lungo periodo non sono in discussione, ma nel breve termine, la fase di debolezza sembra destinata a proseguire, rendendo il titolo uno dei più seguiti e dibattuti di Piazza Affari.