Stellantis il CEO Antonio Filosa (ANSA) - Reportmotori.it
Il gruppo Stellantis sta riflettendo su come gestire i propri marchi, arrivati a quota 15 in totale sul mercato. Diversi brand italiani, tuttavia, potrebbero presto salutare la compagnia ed essere venduti.
Il 2025 è andato in archivio, e per l’Italia non è certo stato un anno da ricordare per quanto riguarda la produzione di auto. Marchi di Stellantis come Maserati e Lancia sono in caduta libera, con vendite in costante calo ed una situazione finanziaria sempre più critica. La holding multinazionale olandese, che al giorno d’oggi è proprietaria di ben 15 marchi, sta valutando attentamente il proprio futuro, così come la gestione dei propri costruttori di riferimento.
Stellantis ha visto le sue vendite diminuire ancora nel 2025, soprattutto sul mercato USA, quello sul quale si punta maggiormente per risalire la china in chiave futura. Tuttavia, sono alcuni marchi europei quelli che rischiano maggiormente il taglio, a causa dei risultati di mercato poco soddisfacenti raggiunti nel corso degli ultimi anni. Andiamo alla scoperta di quanto sta bollendo in pentola in queste ore decisive.
Il gruppo Stellantis è proprietario di tutti i marchi automobilistici con sede in Italia, fatta eccezione per brand che si occupano esclusivamente di supercar, come Ferrari, Lamborghini o Pagani. Ebbene, i marchi che rischiano di più il taglio sono Lancia ed Abarth, due eccellenze del nostro paese, ormai avviate verso il viale del tramonto.
La Lancia produce solamente la nuova Ypsilon, un modello che si è sin qui rivelato un flop totale, e difficilmente la situazione verrà risolta dalla Gamma, l’ammiraglia attesa per il 2026 e che sarà prodotta a Melfi. Male anche lo Scorpione, a causa di una strategia suicida che ha puntato tutto sull’elettrico nel corso di questi ultimi anni, e che non ha fruttato i risultati sperati.
Dunque, Lancia ed Abarth sono i marchi che Stellantis sta valutando con attenzione, ma occhio anche alla Maserati, che dovrà mostrare segnali di ripresa a breve per evitare il medesimo destino. La DS potrebbe presto tornare sotto la diretta gestione di Citroen, non essendo stata in grado di convincere come marchio a sé stante in questi anni.