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Questa Ford è considerata un’auto assassina: ha terrorizzato milioni di persone, ecco il motivo

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi torneremo indietro nel tempo, raccontandovi la storia di un’auto maledetta. Stiamo parlando di una Ford che appartiene ad un’altra epoca, il vero e proprio incubo di milioni e milioni di clienti.

Non è un momento particolarmente facile per diversi brand automobilistici, immersi in una crisi che dura da tempo e che ha costretto i vertici a rivedere i piani. Questo è il caso della Ford, uno dei principali giganti del settore, che ha scelto di effettuare un passo indietro sull’elettrico, a causa di scarsi risultati sul fronte delle vendite.

Ford logo (ANSA) – Reportmotori.it

Oltre al tema degli affari, che non vanno propriamente a gonfie vele, la Ford deve spesso affrontare un tema legato alla sicurezza ed all’affidabilità, aspetti che stanno creando non pochi grattacapi negli ultimi anni. La casa di Detroit richiama, ogni anno, milioni di veicoli, a causa di problemi tecnici e di software, che generano enormi danni economici e di immagine. Tanto tempo fa, fu realizzato anche un modello che fu definito “auto assassina”, a causa degli incidenti mortali di cui si rese protagonista.

Ford, ecco perché la Pinto era considerata un’auto assassina

Prodotta dal 1971 al 1980, la Ford Pinto fu una vera e propria auto assassina, la prima vettura di categoria subcompact prodotta dal marchio dell’Ovale Blu per il mercato del Nord America. Ne fu prodotta, dal 1974 al 1980, anche una variante con marchio differente, ovvero la Mercury Bobcat, che a livello meccanico era identica al modello originale.

Ford Pinto in mostra (Ford) – Reportmotori.it

Come anticipato, la fama della Ford Pinto era legata agli scarsi standard di sicurezza che era in grado di garantire. Ma per quale motivo? Nel momento in cui si veniva tamponanti, c’erano grandi probabilità che l’auto prendesse fuoco, a causa delle deformazioni che il telaio andava a subire, anche a bassa velocità. Inoltre, le portiere potevano bloccarsi, lasciando coloro che erano a bordo intrappolati ed impossibilitati alla fuga.

Tutto era legato al posizionamento del serbatoio. I tecnici lo piazzarono tra il paraurti posteriore e l’asse posteriore, ed in caso di incidente, esso veniva spinto sino all’asse, i cui bulloni sporgenti lo andavano a perforare, favorendo la perdita di benzina. La cosa incredibile è che i vertici del marchio statunitense ne erano a conoscenza, ma decisero di non intervenire per evitare di spendere troppo denaro nella correzione del problema.