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Stellantis, arriva un altro stop: mazzata totale per i lavoratori italiani, ora si mette male

Published by
Antonio
Tempo di lettura: 2 minuti

Il gruppo Stellantis deve affrontare la crisi della produzione, ed è costretta a fermare, per l’ennesima volta, uno degli impianti italiani più noti. Ecco l’annuncio che fa male ai lavoratori.

Il 2026 parte non senza incertezze per il mercato dell’auto e la produzione di veicoli in Italia, dopo un’annata a dir poco drammatica sotto il profilo industriale. Stellantis potrebbe aver prodotto meno di 300.000 veicoli tra auto e mezzi commerciali, ma non c’è ancora un numero preciso visto che i dati ufficiali devono ancora essere diramati. Tuttavia, le stime dei sindacati portano a pensare che difficilmente sia stata superata questa soglia, che testimonierebbe un ulteriore calo rispetto al passato.

Stellantis il CEO Antonio Filosa (ANSA) – Reportmotori.it

Se si escludono marchi produttori di supercar come FerrariLamborghini Pagani, che realizzano poche migliaia di esemplari ogni anno, Stellantis è l’unico costruttore presente in Italia, e la cosa non può far ben sperare. Il gruppo è da anni in grave crisi, e l’ultima notizia lascia tutti gli italiani senza parole.

Stellantis, Cassino si ferma fino al 16 di gennaio

Come era nell’aria, il gruppo Stellantis ha annunciato un prolungamento dello stop delle linee di produzione di uno dei suoi stabilimenti più importanti in Italia. L’impianto di Cassino resterà chiuso sino a venerdì 16 di gennaio, dopo che, inizialmente, lo stop per le festività natalizie si sarebbe dovuto interrompere venerdì 2. Dunque, dalle ferie i lavoratori verranno passati al regime di contratto di solidarietà, con stipendi ovviamente ridotti.

Stellantis Cassino in mostra (ANSA) – Reportmotori.it

Ad essere coinvolti sono i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio, e secondo i sindacati, Stellantis ha prodotto meno di 18 mila vetture a Cassino nel 2025. Le previsioni sono ancor peggiori per l’anno che è appena iniziato, che potrebbe chiudersi sotto le 13 mila unità prodotte. I sindacati hanno chiesto un nuovo tavolo di confronto a livello nazionale ai vertici della holding multinazionale olandese, dal momento che la crisi è ormai arrivata a livelli insostenibili. A Cassino vengono prodotte le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e la Maserati Grecale, vetture che hanno ormai fatto il loro tempo e che non sono più in cima alla lista dei desideri dei clienti. Auspicare un miglioramento della situazione in tempi brevi appare quantomeno utopistico.