Marc Marquez sta perdendo un sacco di soldi: la decisione gli è costata carissimo (ReportMotori - ANSA Foto)
Marc Marquez è reduce da un Mondiale stravinto nonostante le ultime gare saltate per infortunio, ma ha anche altri problemi da gestire
Nel mondo della MotoGP non contano solo i risultati in pista. Accanto alle vittorie, ai contratti e alle sponsorizzazioni, c’è un tema che incide in modo pesante sulla carriera e sul patrimonio dei piloti, quello della residenza fiscale. Una questione spesso poco visibile al grande pubblico, ma centrale quando si parla di atleti che guadagnano cifre molto elevate ogni stagione.
Marc Marquez è uno degli esempi più chiari. Il pilota spagnolo, oggi legato a Ducati e protagonista di un Mondiale dominato dopo anni complessi, guadagna circa 15 milioni di euro all’anno sommando lo stipendio derivante dal contratto ufficiale e gli introiti legati alle sponsorizzazioni personali. Una cifra che lo colloca stabilmente tra i piloti più pagati del Motomondiale, anche al di là dei risultati sportivi.
Vivendo in Spagna, però, Marquez è soggetto a una pressione fiscale molto elevata. L’aliquota massima per i redditi più alti si avvicina al 50 per cento, considerando la tassazione statale e quella regionale. Questo significa che, su 15 milioni di euro, il pilota versa ogni anno quasi 7 milioni di euro in tasse. Una somma enorme, che riduce in modo significativo il reddito netto finale.
Il confronto con Andorra è inevitabile, soprattutto nel mondo dei motori. Il piccolo Principato ai piedi dei Pirenei è da anni la residenza scelta da molti piloti di MotoGP e Formula 1, attratti da un sistema fiscale decisamente più favorevole.
In Andorra l’aliquota massima sull’imposta sul reddito è pari al 10%. Applicata ai guadagni di Marquez, significherebbe versare circa 1,5 milioni di euro all’anno, con un risparmio fiscale di oltre 5 milioni rispetto alla Spagna.
Questa differenza spiega perché tanti atleti decidano di trasferire la propria residenza. Marc Marquez, però, ha scelto di restare in Spagna. Una decisione che va oltre il semplice calcolo economico.
Il legame con il territorio, la famiglia, le attività imprenditoriali locali e anche l’immagine pubblica giocano un ruolo importante. Restare nel proprio Paese può avere un valore simbolico forte, soprattutto per un atleta che è diventato un’icona nazionale e che mantiene un rapporto molto stretto con i tifosi.
Va anche considerato che la residenza fiscale non è una scelta puramente formale. Trasferirsi in Andorra richiede di rispettare regole precise sulla permanenza effettiva nel Paese, sulla localizzazione degli interessi economici e sulla vita quotidiana. Non basta un indirizzo o una casa di proprietà, ma è necessario dimostrare che il centro della propria vita si trovi realmente lì.
Il caso Marquez riaccende quindi un dibattito che ciclicamente torna nel mondo dello sport. È giusto che gli atleti paghino tasse elevate nel Paese d’origine oppure è legittimo scegliere sistemi fiscali più leggeri? Dal punto di vista legale entrambe le opzioni sono consentite, ma dal punto di vista dell’opinione pubblica il tema resta divisivo.