Ducati con Marc Marquez in azione (ANSA) - Reportmotori.it
La Ducati si affaccia al 2026 con l’intenzione di continuare a primeggiare, ed anche di fare chiarezza sul proprio mercato piloti. La casa di Borgo Panigale ha già chiaro il proprio obiettivo.
Il 2025 è stato l’anno del sesto titolo costruttori consecutivo per la Ducati, in grado di dominare la scena e di primeggiare nuovamente sulla concorrenza. Marc Marquez ha portato a casa il nono mondiale della sua carriera, risalendo la china dopo anni difficili e nei quali era stato inghiottito dalla crisi Honda e da una serie incredibile di infortuni. Il nativo di Cervera ha accettato un passaggio in un team privato come il Gresini Racing, per poi fare il grande salto nella squadra ufficiale.
Luigi Dall’Igna non ha mai smesso di credere in Marquez, e lo ha voluto fortemente nella sua squadra, poiché spingesse al massimo la sua Desmosedici. Dopo il titolo perso dal team factory con Pecco Bagnaia, la Ducati ha voluto il migliore in assoluto, ed ha avuto ragione. La rossa dovrà ora difendersi dalla crescita di Aprilia e KTM, in attesa dell’avvento del regolamento 2027, che potrebbe mescolare ulteriormente le carte in tavola. Ed è necessario giungere pronti sotto tutti i punti di vista al cambio regolamentare.
Si parla molto di mercato in questo inverno che precede l’inizio della stagione 2026, quella che segnerà la fine dell’attuale ciclo tecnico per la MotoGP. Al termine della stessa, i contratti in vigore scadranno, ed assisteremo ad un vero e proprio via vai di selle. La Ducati vuole confermare Marc Marquez, ed a parere di Oscar Haro, manager con una lunga esperienza nel Motomondiale, la casa di Borgo Panigale punta dritta a questo obiettivo.
Haro è certo del fatto che la Ducati voglia confermare Marquez anche dopo il prossimo anno, consapevole di quanto sia importante avere nella squadra un rider in grado di fare la differenza: “Io paragono sempre Marc ad Angel Nieto, lui è l’Angel dell’epoca che stiamo vivendo, un ragazzo avanti in tutto. La priorità che ha la Ducati in questo momento è quella di confermarlo al 110%. Se, un domani, Acosta vorrà essere il suo nuovo compagno in Ducati, sarà Marc a decidere cosa fare. Non dico che lo farà per forza, perché lui fa il suo lavoro e basta. Marc è molto intelligente, non cerca di arrivare al dieci, lui rimane all’otto, ma quei due punti che lascia fuori sono suoi strumenti“.