Il futuro della Lancia: Stratos e Delta HF

Lancia Delta ConceptLa decisione di FCA che abbandona con Chrysler il mercato britannico, unico mercato europeo per il marchio americano, annunciato per il 2016, indirettamente riguarda la casa torinese fondata da Vincenzo Lancia, che dal 2010 ha condiviso gran parte della produzione con la cugina a stelle e strisce.

Tutto ciò non fa che confermare come i timidi tentativi di rilancio siano stati in realtà molto approssimativi e mai mirati, come quelli dedicati all’Alfa Romeo. Eppure, fra i tanti appassionati e estimatori c’è ancora chi, grazie alle famose Lancia degli anni ’70, ’80 e ’90, per non citare quelle storiche degli anni ‘50 e ‘60, immagina un futuro diverso.

Le sportive Lancia Fulvia, Stratos, 037 e Delta sono solo alcune delle tante auto che hanno dato lustro e tante vittorie alla casa torinese che, purtroppo, da qualche anno sta subendo un lento quanto incomprensibile abbandono da parte dei vertici di FCA ( ricordiamo le parole di Marchionne, di qualche anno fa, secondo cui Lancia ha perso l’ Appeal). Prima il gruppo Fiat, ora FCA, non hanno saputo dare continuità ad auto di successo come la Delta – per tornare alla berlinetta sportiva -, o alla Thema e alla stessa Prisma che tanto successo hanno riscosso a partire dal 1982 e fino al ‘94.

Alcuni anni fa l’interesse concreto di alcuni appassionati e falcotosi imprenditori arabi sembrava potesse portare ad una rinascita di Lancia, come quella che oggi stanno vivendo marchi come Jaguar e Land Rover, passate nelle mani dell’indiana Tata, o la Volvo, tornata prepotentemente alla ribalta, grazie alla cinese Geely che ha saputo riportare la casa svedese al centro della scena automobilistica mondiale.

Purtroppo non se ne fece nulla. Con la Lancia Delta attuale, un’ottima vettura del segmento C, ma che è ormai fuori produzione, e la sola piccola Ypsilon, non si può certo reggere il confronto con la concorrenza e il passato. A far tornare alla mente i bei ricordi a tanti lancisti in giro per il mondo, stanno contribuendo alcuni rendering di successo visti in rete, come quello della Lancia Delta HF Integrale Concept o la Stratos realizzata su base F430.

Qualche anno addietro, aveva fatto credere ad una possibilità concreta di realizzazione il prototipo della Fulvia Coupè proposto da un giovanissimo Flavio Manzoni, oggi Capo Designer di Ferrari. Ultimo in ordine di tempo è quello della mitica Lancia Stratos disegnata da Marcello Gandini.

Il concept immaginato dallo studio Hansen Art e BoldRide riprende i colori dello sponsor Alitalia della Stratos HF campione del mondo rally dal 1974 al 1976. Ma mentre per la Fulvia di Manzoni non c’era una vera piattaforma su cui basare la eventuale realizzazione, per la Stratos, secondo i progettisti, si potrebbe utilizzare la scocca in fibra di carbonio dell’Alfa Romeo 4C. Il motore previsto è un V6 turbo di 3.5L di cilindrata al posto del 1.750 4 cilindri della 4C. Montato in posizione centrale, è accoppiato alla trazione posteriore e ad un cambio a doppia frizione. Le prestazioni, ovviamente, sono in linea con le aspettative da vettura da corsa.

Per la carrozzeria sono state studiate alcune soluzioni per migliorare sia il raffreddamento che l’aerodinamica della vettura. Al retrotreno e all’avantreno non potevano mancare lo spoiler e le appendici che ricordano il modello originale.

Le idee, molto convincenti di alcuni designers appassionati ci sono, speriamo che in futuro possano trovare una possibilità concreta grazie all’interessamento dello stesso A.D. Sergio Marchionne. L’impresa è a dir poco impossibile, ma l’anno prossimo Lancia festeggerà il suo 110° compleanno, chissà, forse potrebbe arrivare il momento di farsi un regalo e magari, ripartire da questo progetto per cercare un rilancio vero che in tanti attendono, come del resto si attende quello dell’Alfa Romeo.

Ma si sa, per la casa di Arese l’impegno è massimo e presto di dovrebbero vedere i primi frutti (il 24 giugno verrà presenta la Giulia a trazione posteriore). Per la Lancia, invece, che resiste con la piccola Ypsilon, non c’è certezza del futuro.

Testo a cura di Carlo Rallo 

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